Il vino è il più certo, e – senza paragone – il più efficace consolatore (G. Leopardi)

Asclepiade, Antologia Palatina, fr. XII, 50

Πῖν᾽, Ἀσκληπιάδη· τί τὰ δάκρυα ταῦτα; τί πάσχεις
οὐ σὲ μόνον χαλεπὴ Κύπρις ἐληίσατο,
οὐδ᾽ ἐπὶ σοὶ μούνῳ κατεθήξατο τόξα καὶ ἰοὺς
πικρὸς Ἔρως. τί ζῶν ἐν σποδιῇ τίθεσαι;
πίνωμεν Βάκχου ζωρὸν πόμα· δάκτυλος ἀώς·
ἦ πάλι κοιμιστὰν λύχνον ἰδεῖν μένομεν;
πίνωμεν, δύσερως· μετά τοι χρόνον οὐκέτι πουλύν,
σχέτλιε, τὴν μακρὰν νύκτ᾽ ἀναπαυσόμεθα.

‎Bevi, Asclepiade. Perché queste lacrime? Che hai?
Non te solo arretì la spietata Cipride,
non solo contro te l’amaro Amore
tese arco e frecce.

Perché ancora vivo te ne stai nella cenere?
Beviamo pura la bevanda di Bacco: l’esistenza è breve
quanto un dito; o forse attendiamo di vedere di nuovo la lampada
compagna del sonno? Beviamo, infelice d’amore;
tra non molto, sventurato, riposeremo una lunga notte.

Sii saggia, mesci il vino e godi l’attimo presente…

Tu, non cercare di conoscere – non è lecito saperlo – quale destino gli Dei abbiano riservato a me e a te…

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

sii saggia, mesci il vino e tronca la lunga speranza al breve volger della vita.
E mentre noi parliamo, il tempo invidioso già sarà sfuggito: godi l’attimo presente, non affidandoti al domani.

Lettura metrica dell’ode XI del primo libro delle Odi di Orazio: asclepiadeo maggiore; pronuntia restituta
voce: monica mainikka
arrangiamento musicale: Peppe Zes Zuccalà
montaggio video: Rolando Chioda