Io sono la Scandalosa e la Magnifica

Inno ad Iside, IV-III sec. a.C.

Fra le più rilevanti dee della maternità e della fertilità Iside, come tutte le grandi Dee Madri, è vergine e madre, spesso rappresentata con un bimbo in braccio. Essa ha due aspetti: è la Dea Natura e la Dea Luna. Essa è la dea della fecondità (= madre) che prescinde dal legame matrimoniale (= vergine); è la creatrice, la nutrice di tutto, dispensatrice di immortalità ma anche la distruttrice: tollera tutte le cose, in quanto crescita e decadenza sono le componenti inevitabili della natura.

È la dea degli opposti che inquietantemente si intersecano: non potrebbe esserci armonia perpetua, se il bene fosse sempre nell’ascendente. Essa, al contrario, delibera che vi sia sempre un conflitto fra le potenze della crescita e quelle della distruzione.
È la dea dai molteplici talenti, forte e sicura della sua magnificenza, rivelatrice della forza della donna che ama e del potere della sofferenza che tutto trasforma.

Nel mito sposa dolente e tenera sorella del suo sposo, Iside è colei che apporta la cultura e dà la salute, la venerata che è essa stessa tutte le cose. Vittoriosa sulla morte e sul fato, Iside è Madre Natura, buona e cattiva nello stesso tempo: tollera tutte le cose, infatti nel mito non permette a Hor di distruggere fino in fondo il fratello nemico, Tifone-Set.
Iside è Maat, la Sapienza Antica, la sapienza dell’istinto, ovvero la sapienza delle cose come esse sono e come sono state sempre: la capacità innata, intrinseca, di seguire la natura delle cose sia nella loro natura presente sia nel loro inevitabile sviluppo nel rapporto reciproco.

Antiche statue di Iside con il Bambino sono state adottate da comunità cattoliche che le scambiarono per rappresentazioni della Vergine Maria e di Gesù Bambino: l’errore è comprensibile, proprio perché Iside era ritenuta la Madre di Dio (Hor) ed era adorata come Vergine, benché nello stesso tempo fosse considerata la moglie del Dio lunare, Osiride, poi identificato con Ra, il sole.

(liberamente tratto da M. E. Harding, I misteri della donna, Astrolabio)

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Perché io sono la Prima e l’Ultima
Io sono la Venerata e la Disprezzata
Io sono la Prostituta e la Santa
Io sono la Sposa e la Vergine
Io sono la Madre e la Figlia
Io sono le Braccia di mia Madre
Io sono la Sterile, eppure sono numerosi i miei figli
Io sono la Donna Sposata e la Nubile
Io sono Colei-che-dà-alla luce e Colei-che-non-ha-mai-generato
Io sono la Consolazione dei dolori del parto
Io sono la Sposa e lo Sposo
E fu il mio uomo che mi creò.
Io sono la Madre di mio padre
Io sono la Sorella di mio marito
Ed egli è il mio figliolo respinto
Rispettatemi sempre
Perché io sono
la Scandalosa e la Magnifica.

Voce: monica mainikka

Timor Pànico

Il timor panicus era nell’antichità lo sgomento che coglieva chi penetrava le selve, le foreste, i luoghi selvaggi in genere, su cui regnava il dio Pan: per questo era usanza non far rumori e schiamazzi e parlare a voce bassa attraversando i boschi… se solo continuassimo a rispettare questa usanza, Pan o non Pan, quanto bene faremmo agli animali selvatici!

Pavor, SYNAULIA – La musica dell’antica Roma-vol.1-strumenti a fiato”

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