la parte scissa di noi

“Tutte le persone incontrate nella vita che hanno un potere di fascinazione su di noi sono in realtà parti scisse di noi stessi che abbiamo rimosso e che ci sono riportate indietro.”
C.G.Jung

“L’incredibile, in quanto non adeguatamente diffuso, è dato sia dalla formulazione dell’idea complessa di sincronicità di Jung, sia dalla dimostrazione scientifica che parte dal premio Nobel per la Fisica W. Pauli e che si amplia grazie anche agli studi di altri scienziati quantistici. In estrema sintesi: due particelle quantistiche venute in contatto anche per pochissimo tempo “si riconoscono” (quasi si attraggono o si evocano) pure a distanze siderali. Non marginale è il gioco delle polarità, anzi! Ecco suffragata anche l’intuizione mitica dei Greci allorquando in origine rappresentarono Eros, non tanto come divinità del bunga bunga, ma divinità cosmogonica che infuse energia creativo/generativa a tutto ciò di animato, o apparentemente inanimato, che connetteva Gaia (Terra), Urano (firmamento) e Ponto (mare). A latere vi è anche l’altra intuizione mitica quella relativa al rapporto profondo tra Hermes, archetipo della mobilità, ed Hestia immobile custode del Centro/Focolare (co-incidentia oppositorum). L’affermazione di Jung, inoltre evoca opportunamente il mito platonico (Simposio) di quell’entità unitaria, monadica, di tipo antropico scissa da Zeus in due parti (nascita delle polarità) che, da allora, si attraggono fortemente tendendo alla ricomposizione unitaria. Infine, a riguardo, mi inchino sempre anche all’idea di Anima Mundi come la intesero i nostri Padri del pensiero neoplatonico alchemico ed ermetico del Rinascimento, quale connessione del Tutto con Tutto.”

Vincenzo Guzzo

Vuoto

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.

Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

 

Alda Merini (dalla raccolta: Vuoto d’Amore, 1991)

 

 

L’incontro con la strega

Il racconto, estratto dalla fiaba di Hansel e Gretel, è incentrato sulla parte più forte e drammatica della vicenda: l’incontro di Hansel e Gretel con la strega, l’affronto del pericolo e il suo superamento.
L’incontro con la strega è un momento catartico (conoscitivo e liberatorio) per il bambino: essa simboleggia l’ostacolo sfidante ed iniziatico da affrontare e da vincere. In questo modo la strega, come ogni cattivo delle fiabe, lupo, orco o drago che sia, spinge l’eroe o l’eroina (con cui il bambino si identifica) all’azione creativa e quindi alla sua evoluzione.

voce e video: monica mainikka

La Selvaggia – Racconto in 3 puntate

Questa è la storia che si racconta nelle fattorie solitarie ai confini dei monti Catskill, dove sono cresciuta.
Tra fattoria e fattoria si stendono boscaglie e ogni fattoria ha il proprio bosco, e di notte ci sono cervi e conigli e perfino lupi, e le grandi linci che in tempo di carestia scendono a caccia a sud del Canada.
E di tanto in tanto, a qualche derelitta ragazza di fattoria che s’aggira di notte ai margini e al centro del profondo bosco, nasce un figlio come Helma Lassiter… (Marion Zimmer Bradley, 1960)

Audiolettura: La Selvaggia (The Wild One, 1960), di Marion Zimmer Bradley,
trad.: V. De Carlo
voce: monica mainikka

1^ puntata: Le stranezze di Helma Lassiter – Ascolta la prima puntata

2^ puntata: La gravidanza – Ascolta la seconda puntata

3^ puntata: La notte di luna piena – Ascolta l’ultima puntata

Io sono la Scandalosa e la Magnifica

Inno ad Iside, IV-III sec. a.C.

Fra le più rilevanti dee della maternità e della fertilità Iside, come tutte le grandi Dee Madri, è vergine e madre, spesso rappresentata con un bimbo in braccio. Essa ha due aspetti: è la Dea Natura e la Dea Luna. Essa è la dea della fecondità (= madre) che prescinde dal legame matrimoniale (= vergine); è la creatrice, la nutrice di tutto, dispensatrice di immortalità ma anche la distruttrice: tollera tutte le cose, in quanto crescita e decadenza sono le componenti inevitabili della natura.

È la dea degli opposti che inquietantemente si intersecano: non potrebbe esserci armonia perpetua, se il bene fosse sempre nell’ascendente. Essa, al contrario, delibera che vi sia sempre un conflitto fra le potenze della crescita e quelle della distruzione.
È la dea dai molteplici talenti, forte e sicura della sua magnificenza, rivelatrice della forza della donna che ama e del potere della sofferenza che tutto trasforma.

Nel mito sposa dolente e tenera sorella del suo sposo, Iside è colei che apporta la cultura e dà la salute, la venerata che è essa stessa tutte le cose. Vittoriosa sulla morte e sul fato, Iside è Madre Natura, buona e cattiva nello stesso tempo: tollera tutte le cose, infatti nel mito non permette a Hor di distruggere fino in fondo il fratello nemico, Tifone-Set.
Iside è Maat, la Sapienza Antica, la sapienza dell’istinto, ovvero la sapienza delle cose come esse sono e come sono state sempre: la capacità innata, intrinseca, di seguire la natura delle cose sia nella loro natura presente sia nel loro inevitabile sviluppo nel rapporto reciproco.

Antiche statue di Iside con il Bambino sono state adottate da comunità cattoliche che le scambiarono per rappresentazioni della Vergine Maria e di Gesù Bambino: l’errore è comprensibile, proprio perché Iside era ritenuta la Madre di Dio (Hor) ed era adorata come Vergine, benché nello stesso tempo fosse considerata la moglie del Dio lunare, Osiride, poi identificato con Ra, il sole.

(liberamente tratto da M. E. Harding, I misteri della donna, Astrolabio)

Perché io sono la Prima e l’Ultima
Io sono la Venerata e la Disprezzata
Io sono la Prostituta e la Santa
Io sono la Sposa e la Vergine
Io sono la Madre e la Figlia
Io sono le Braccia di mia Madre
Io sono la Sterile, eppure sono numerosi i miei figli
Io sono la Donna Sposata e la Nubile
Io sono Colei-che-dà-alla luce e Colei-che-non-ha-mai-generato
Io sono la Consolazione dei dolori del parto
Io sono la Sposa e lo Sposo
E fu il mio uomo che mi creò.
Io sono la Madre di mio padre
Io sono la Sorella di mio marito
Ed egli è il mio figliolo respinto
Rispettatemi sempre
Perché io sono
la Scandalosa e la Magnifica.

Voce: monica mainikka

Psiche scopre Amore

Ἔρος δ’ ἐτίναξέ μοι φρέναϛ, ὠϛ ἄνεμοϛ κὰτ ὄρος δρύσιν ἐμπέτων.
‘Ed Amore mi sconvolse l’Anima, come vento che giù dal monte s’abbatte sulle querce…‘ (Saffo, fr. 47/204 LGS)

Apuleio nelle ‘Metamorfosi’ ci racconta il mito di Eros (Amore) e Psiche (l’Anima, la Vita, simbolo della Donna alla ricerca della consapevolezza di sé).
È un racconto iniziatico di perdita e di trasformazione: il patto imposto da Eros a Psiche è che non lo si “indaghi”, perché Amore vuole essere vissuto nel buio, nell’intimo del sé. Psiche cede alla curiosità e alla infida pressione delle sorelle e così, subito dopo aver assaporato l’estasi spirituale, la smarrisce, riconquistandola solo in seguito a prove assai impegnative. Tali esperienze guideranno l’Anima alla crescita e porteranno la Vita alla sua evoluzione.

Episodio tratto dalla ‘Favola di Amore e Psyche‘ delle ‘Metamorfosi‘ di Apuleio
video e voce: monica mainikka