Le teorie scientifiche dei greci d’occidente

Eredi e continuatori degli studi filosofici e scientifici iniziati dai filosofi ionici furono altri greci, anch’essi geograficamente ormai lontani dalla terra che aveva dato i natali ai loro antenati: i Greci delle colonie d’occidente.

Essi svilupparono e ampliarono in modo formidabile gli studi e le scoperte, interessandosi ai diversi campi del sapere, da quello letterario a quello scientifico, incentivati anche dall’intenso fiorire delle attività commerciali e di quelle tecnico-artigianali. Grazie alla loro intraprendenza e alla loro abilità raggiunsero esiti di ricerca tali, in ambito sia tecnico che intellettuale, che costruirono le basi su cui ancora oggi si fonda la nostra cultura.
Essi, come già era avvenuto per i Greci d’Asia, “crearono una sorta di multiforme habitat politico-culturale: l’impronta di straordinaria originalità che lo caratterizzò fu determinata dall’incontro della civiltà greca con le culture locali, nonché dalla necessità di far fronte a condizioni ambientali sotto ogni aspetto molto diverse da quelle originarie. La disponibilità di terreni vasti e fertili, la presenza di vie commerciali (per terra e per mare) che collegavano aree dove si producevano beni di grande valore, i contatti con culture eterogenee e stimolanti, e infine l’orgoglio del povero che, costretto a emigrare, vuole dimostrare le sue capacità e affermarsi sino a superare in prosperità gli ex concittadini rimasti in patria: tutto ciò e altro ancora contribuì a realizzare il miracolo dei Greci d’Occidente.” (V. M. Manfredi).

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