Il primo Adam è la creazione archetipica dell’Uomo, contenente in sé il principio femminile e il principio maschile

καὶ ἐποίησεν ὁ θεὸς τὸν ἄνθρωπον
κατ’ εἰκόνα θεοῦ ἐποίησεν αὐτόν
ἄρσεν καὶ θῆλυ ἐποίησεν αὐτούς
(Gen. I, 27)

Animus e Anima, per dirla secondo Jung, cioè il principio maschile e il principio femminile, coesistono nell’Archetipo umano appena creato: l’Adam (questo termine ebraico è un sostantivo collettivo, mai usato al plurale nel testo biblico).
Solo successivamente Dio distingue questo ἄνθρωπος in due specie, l’uomo e la donna: in effetti la creazione dell’uomo si trova sia nel primo che nel secondo capitolo della Genesi; in genere per gli studiosi si tratta di disorganicità, come se il testo provenisse da fonti diverse male assemblate, ma questa apparente mancanza di unità potrebbe dimostrare una molteplicità logica di atti creativi: prima la creazione dell’Uomo, l’Archetipo, il genere Uomo fatto ad immagine di Dio (nel Logos, nell’intelletto) e poi, nel secondo capitolo, la creazione dei due esseri individuali, che partecipano dell’Archetipo e contengono quindi in sé entrambi principi, l’Animus e l’Anima.

mainikka

4 pensieri su “Il primo Adam è la creazione archetipica dell’Uomo, contenente in sé il principio femminile e il principio maschile

  1. …interessante…
    E l’androgino del racconto del “Simposio”…? E’ simile a questo?
    Si tratta di un Terzo Sesso?
    Sto facendo ricerche…: e se non fosse partecipe della natura umana, ma piuttosto della natura DEMONICA, né umana o animale, né divina…?

    g

  2. No, non si tratta assolutamente di un Terzo Sesso, bensì dell’Archetipo, del modello noetico, che contiene l’essenza, il principio dei due generi. Vi è un rapporto paradigmatico (archetipico) tra questo modello intelligibile e la realtà creata, da intendersi sul piano ontologico. Insomma, l’Adam è l’Idea, in senso platonico, dell’uomo sensibile distinto in maschio e femmina.

  3. …capito… (forse!)

    Allora è un rapporto esclusivo fra due ordini, quello “divino” delle Idee e degli Archetipi, e quello “umano” di uomini e donne particolari e concreti…?

    Ma Socrate parlava di Eros e di natura “demonica” intermedia fra questi due ordini…

    Del resto è stato anche assimilato dalla cultura giudaico-cristiana (Lucifero), con connotazione di “Demonio” e non più di Δαίμων…

    Ma forse questo non c’entra…

    g

  4. Tradotto nel mio linguaggio, è come dire che ognuno di noi ha a che fare con una duplice identità:
    – in quanto esseri umani
    – in quanto individui sessuati
    E l’identità come esseri umani non è per niente scontata.
    Mi ricordo di una persona che conobbi, che credeva di essere una locomotiva. Senza contare quei momenti storici in cui la qualifica di esseri umani è stata prerogativa solo di alcune classi sociali, oppure di una “razza” eletta. Quindi al “non umano” è stato possibile infliggere le peggiori atrocità, andandone anche fieri.