La chiave delle parole: guida e strumenti per la riflessione etimologica

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“La lingua è un guado attraverso il fiume del tempo. Essa ci conduce alla dimora dei nostri antenati”
V. M. Illič-Svitič

 

 

Titolo: La chiave delle parole: guida e strumenti per la riflessione etimologica
Autore: Monica Mainikka Mainardi
Prezzo di copertina: € 17,50
Editore: youcanprint  (collana Saggistica)
Codice isbn: 978-88-675-937-8

 

Presentazione del prof. Giuseppe Frappa:

Di questi tempi non capita spesso, all’apparire di un nuovo libro, di chiedersi come mai nessuno finora avesse pensato di scrivere qualcosa del genere. Certo non mancano nelle librerie e nelle biblioteche trattati di storia della lingua e dizionari etimologici. Ma si tratta di opere specialistiche, destinate e riservate ad un pubblico specifico che, grazie al supporto di questi testi voluminosi, intende approfondire le proprie conoscenze già notevoli nel settore. Oppure si tratta di libri da assumere in piccole dosi, da consultare nel momento in cui capita di voler risolvere un dubbio estemporaneo riguardante l’origine di una parola o la corretta pronuncia di un accento.
La chiave delle parole è un agile manualetto, ideato per supportare lezioni di formazione e approfondimento linguistico e animato pertanto da tutt’altro spirito. Fin dalle prime righe appare chiaro che il lettore a cui si rivolge non è tanto lo specialista che cerca informazioni da utilizzare nella propria attività professionale, quanto piuttosto la persona che intende accostarsi con curiosità ad una disciplina, da sempre guardata con interesse ma mai affrontata direttamente, proprio perché considerata retaggio di pochi eletti, provvisti di una preparazione specifica.

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Le bambole pericolose di Euripide

Articolo pubblicato in: De Amore, Atti del Convegno Internazionale Humanitatis Symposium, a cura del Centrum Latinitatis Europae di Genova, Delta 3 Edizioni, 2012.

 

E’ sempre curioso rileggere la superba drammaticità con cui Euripide inscena le vicende delle sue eroine; Elena, Alcesti, Fedra, Medea…: grandi donne, protagoniste attive di destini tragici, vive e vere nell’affrontare fino al culmine il doloroso sviluppo delle trame tessute per loro dal fato, capaci di passioni violente e intimi sentimenti, sempre consapevoli della loro densa e cruda umanità.

A lungo si è discusso e ancora si discute circa la reale posizione di Euripide nei confronti della questione femminile: c’è chi ritiene Euripide fondamentalmente misogino, in linea del resto con la cultura greca antica, chi vuole assegnargli invece una sensibilità forse troppo moderna… certo è che Euripide fu attratto dalla ‘psicologia’ delle donne, fino a riuscire come nessun altro antico a descriverne la vera essenza.
Riporterò qui alcuni fra i versi euripidei più famosi che inequivocabilmente sollevano la questione relativa alla condizione della donna: sono tratti uno dalla Medea e l’altro dall’Ippolito, e li ho scelti volutamente in netto contrasto tra di loro, perché contrastante sembra sempre Euripide: “tragicissimo e filosofo della scena, razionalista e passionale, ateo e mistico, immorale e predicatore: ecco alcuni degli aspetti contrastanti che antichi e moderni hanno visto in Euripide, e che per essere solo parzalmente veritieri, confermano innanzitutto la impossibilità di chiuderlo in uno schema, in una formula. Perché Euripide è, appunto, l’uomo dei contrasti.” (Raffaele Cantarella)

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