I miei corsi di propedeutica al latino

Nei miei corsi di propedeutica alle lingue classiche sia lungi da me anticipare il nozionismo di declinazioni e coniugazioni!
Per quanto riguarda il latino – ma lo stesso vale per il greco –, mostrando semplicissimi testi in lingua, lavoro con i ragazzi sul concetto di flessione e sulla struttura logico-sintattica, evidenziando come essa in italiano sia, tendenzialmente, lineare e in latino, tendenzialmente, circolare e concentrica.
Insisto inoltre sulle funzioni dei casi, insegnando a definire, ad esempio, ‘nominativa’ la funzione del gruppo del sogg. (sogg. e suo attributo, apposizione, c. predicativo del soggetto…), o ‘accusativa’ la funzione del movimento verso (non per altro il c. oggetto dipende da verbi transitivi, che cioè vi fanno passare l’azione direttamente), la funzione ‘ablativa’ è la funzione della provenienza e della separazione, un’altra è la funzione ‘strumentale’, un’altra ancora quella ‘sociativa-modale’ e, infine, c’è la funzione ‘locativa’, quella della fissità nel tempo e nello spazio. Spiego che in latino queste ultime funzioni confluiscono tutte in un unico ‘caso’, esprimendosi cioè con le medesime desinenze, perché la lingua ai tempi di Cicerone stava già subendo un processo evolutivo di semplificazione…
Attraverso i testi semplici colgo poi spunti per spaziare su argomenti di storia, civiltà, istituzioni. Ad esempio, incontrando nomi propri, è interessante osservare l’onomastica latina: i tre nomi di diritto per i cittadini maschi, l’aggettivo gentilizio come unico nome ufficialmente riservato alle donne, i nomi privi di dignità sociale degli schiavi e delle prostitute…

E, soprattutto, faccio “ascoltare” il latino: la pronuncia scolastica e la restituta.

Insomma, curare l’importanza del concetto di funzioni logiche e sintattiche già in lingua italiana (essenziale!) e poi sbizzarrirsi con quel che più incuriosisce: questo è il mio programma.
http://www.mainikka.it/corsi/propedeutica-classiche/propedeutica-classiche.html

La chiave delle parole: guida e strumenti per la riflessione etimologica

Link

“La lingua è un guado attraverso il fiume del tempo. Essa ci conduce alla dimora dei nostri antenati”
V. M. Illič-Svitič

 

 

Titolo: La chiave delle parole: guida e strumenti per la riflessione etimologica
Autore: Monica Mainikka Mainardi
Prezzo di copertina: € 17,50
Editore: youcanprint  (collana Saggistica)
Codice isbn: 978-88-675-937-8

 

Presentazione del prof. Giuseppe Frappa:

Di questi tempi non capita spesso, all’apparire di un nuovo libro, di chiedersi come mai nessuno finora avesse pensato di scrivere qualcosa del genere. Certo non mancano nelle librerie e nelle biblioteche trattati di storia della lingua e dizionari etimologici. Ma si tratta di opere specialistiche, destinate e riservate ad un pubblico specifico che, grazie al supporto di questi testi voluminosi, intende approfondire le proprie conoscenze già notevoli nel settore. Oppure si tratta di libri da assumere in piccole dosi, da consultare nel momento in cui capita di voler risolvere un dubbio estemporaneo riguardante l’origine di una parola o la corretta pronuncia di un accento.
La chiave delle parole è un agile manualetto, ideato per supportare lezioni di formazione e approfondimento linguistico e animato pertanto da tutt’altro spirito. Fin dalle prime righe appare chiaro che il lettore a cui si rivolge non è tanto lo specialista che cerca informazioni da utilizzare nella propria attività professionale, quanto piuttosto la persona che intende accostarsi con curiosità ad una disciplina, da sempre guardata con interesse ma mai affrontata direttamente, proprio perché considerata retaggio di pochi eletti, provvisti di una preparazione specifica.

Continua a leggere

L’intuizione dell’ipotesi indoeuropea

Era il 1786 quando Sir Jones annunciava al mondo:

« La lingua sanscrita, quale che sia la sua antichità, è una lingua di struttura meravigliosa; più perfetta della lingua greca, più ricca della latina, di una cultura più raffinata sia dell’una che dell’altra, ha, nondimeno, con entrambe, una parentela così stretta, tanto per le radici verbali quanto per le forme grammaticali, che questa affinità non potrebbe essere attribuita al caso. Dopo aver esaminato questi tre idiomi, nessun filologo potrà non riconoscere che essi sono derivati da qualche fonte comune, che, forse, non esiste più. C’è una ragione dello stesso genere, sebbene forse meno evidente, per supporre che il celtico e il gotico, sebbene mescolati con un idioma molto differente, abbiano avuto la stessa origine del sanscrito; e l’antico persiano potrebbe essere aggiunto alla medesima famiglia…. »

William Jones, Discorso presidenziale alla Royal Asiatic Society of Bengala, 2 febbraio 1786

De verbis deponentibus et semideponentibus

– Magistra
– Discipuli: Antonius; Marcus; Carolus.

Mag.- Breviter hodie repetamus, discipuli mei, quae de verbis deponentibus et semideponentibus praeteritis diebus ipse vobis explicavi.
Tu, Antoni, quam brevissime planissimeque dic quae verba deponentia dicantur.

Ant.- Ea quae passive flectuntur, sed sensum habent activum.

Mag.- Optime! Rem exemplo confirma!

Ant.- “Facta Romanorum imitamur”

Mag.- Laudo; at si dicam: “I soldati furono esortati dal comandante”, quomodo vertas?

Ant. – Quoniam haec propositio passive proponitur, eam verto active; nam, ut iam dixi, verba deponentia passive flectuntur, sed sensum habent activum; dicam igitur “Milites dux hortatus est”.

Mag. – Recte respondisti: locum tuum repete!
Nunc accedat ad cathedram Marcus. Suntne horum verborum nonnullae voces, quae active flectuntur?

Mar.– Sunt, magistra: participium praesens, participium futurum, supinum atque gerundium; adiciam autem gerundivum habere sensum passivum; exempli causa: “patria militibus tuenda est”.

Mag.- Satis est! Nunc aliud periculum tibi proponam: dic quae verba semideponentia vocentur.

Mar– Ea sunt verba activa, quae tamen perfectum indicativum passive flectunt, atque ea tempora quae ex illo gignuntur.

Mag.– Carole, profer exemplum.

Car.– “Soleo dicere verum”“Solitus sum dicere verum”

Mag.- Quot sunt verba semideponentia?

Car.- Quattuor:
soleo, -es, solitus sum, -ere
gaudeo, -es, gavisus sum, -ere
audeo, -es, ausus sum, -ere
fido, -is, fisus sum, -ere
praeterea sunt verba ex fido structa: confido; diffido.

Mag. Recte respondistis! Octo puncta omnes meruistis!