Scrivere sull’acqua

di Maria Assunta Scannerini

Chi conosca l’opera del poeta latino Catullo, autore di versi bellissimi raccolti nei Carmina, molti dei quali dedicati al suo amore per Lesbia, ricorda certo il seguente Carme:

  Nulli se dicit mulier mea nubere malle
quam mihi, non si se Iuppiter ipse petat.
Dicit: sed mulier cupido quod dicit amanti,
in vento et rapida scribere oportet aqua.
(Catullo, Carmina, LXX)

Che non sarà di nessuno, dice la mia donna:
soltanto mia, dovesse tentarla pure Giove.
Dice: ma ciò che donna dice ad un amante,
scrivilo nel vento o in acqua che va rapida.
(traduzione di Salvatore Quasimodo)

Per la fama di questo carme potrebbe sembrare che il concetto della vanità dello scrivere sull’acqua sia tra le immagini più “fresche” e “moderne” coniate dallo stesso Catullo, in realtà si tratta invece di un topos frequente nella lirica greca e latina, che certamente il poeta trasse da epigrammi alessandrini ora raccolti nell’Antologia Palatina, peraltro tenuti sicuramente presenti anche per altri concetti.
Egli infatti conobbe certamente il seguente epigramma di Callimaco:

ὤμοσε Καλλίγνωτος Ἰωνίδι, μήποτε κείνης
ἕξειν μήτε φίλον κρέσσονα μήτε φίλην.
ὤμοσεν: ἀλλὰ λέγουσιν ἀληθέα, τοὺς ἐν ἔρωτι
ὅρκους.μὴ δύνειν οὔατ᾽ ἐς ἀθανάτων.
νῦν δ᾽ ὁ μὲν ἀρσενικῷ θέρεται πυρί: τῆς δὲ ταλαίνης
νύμφης, ὡς Μεγαρέων, οὐ λόγος οὐδ᾽ ἀριθμός.
(Callimaco, Antologia Palatina, V, 6)

 Ha giurato Callignoto a lonide che non avrà nessun altro,
né uomo né donna, più caro di lei; l’ha giurato.
Ma è vero quello che dicono, che i giuramenti d’amore
non arrivano mai all’orecchio degli immortali.
Ora arde di passione per un ragazzo, e dell’infelice
non fa più caso né conto, come dei Megaresi.
(traduzione di Filippo Maria Pontani)

Per il concetto della vanità dello scrivere sull’acqua dovette tuttavia conoscere anche il seguente epigramma di Meleagro:

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La Vita sulla Terra sarà men dura, quando l’Uom de la Donna non avrà più paura


Il linguaggio di una società ne esprime l’identità: quando il titolo di maestra equivarrà a quello di Maestro, o quello di segretaria al suo corrispondente maschile, quando i termini architetta, avvocata, medica non faranno più ridere né rabbrividire, significherà che la nostra civiltà avrà fatto un passo avanti.

La Vita sulla Terra sarà men dura, quando l’Uom
de la Donna non avrà più paura! ” (mainikka)